
I nostri vini dell’Etna: inusuali, estremi, audaci
“Le Cùcchie” IGT terre siciliane: un vino che racconta una storia
Nato dall’incontro inaspettato di Barbera e Grignolino, vitigni insoliti sull’Etna, piantati oltre 50 anni fa con coraggio e visione.
Al naso è un turbinio di frutti rossi e ciliegia, che si aprono in un ventaglio di spezie, note balsamiche e frutta secca. Al palato è caldo, vellutato, con una persistenza che ti avvolge. Un vino che ha conquistato il Silver Gold al Mundus Vini – perché la tradizione, quando è audace, diventa leggenda.
Un sorso di eredità, un brindisi alla terra.

“Le Cùcchie Oro” IGT terre siciliane – L’incontro dei tre mondi
La Sicilia, il Piemonte, la Francia: Barbera e Grignolino, si fondono sull’Etna con il petit verdot, tocco francese audace. Un matrimonio di caratteri, un vino che non chiede permesso.
Affinato in barrique per un anno con il che legno non copre ma plasma. Riposa in bottiglia dove il silenzio trasforma il vino in poesia.
Elegante ma potente, strutturato ma armonico. Tannini che accarezzano con forza, un corpo che riempie il palato senza chiedere scusa. La persistenza è un eco che non vuole finire. Un vino premiato due volte dal mondo: Medaglia d’oro al Concorso mondiale di Lione, Medaglia d’argento al Decanter di Londra con 93 punti
Perché la grandezza non è mai casuale. È coraggio, pazienza e terra che parla. Bevilo oggi, ma pensa a domani: questo vino è un’eredità.

Il Maggiore – l’olio evo che nasce dalla ribellione
Dalle radici di Nocellara dell’Etna, un olio che non si piega alle regole – perché la grandezza non si replica, si coltiva con ossessione: Olive mai violate da chimica, colte nel fugace momento perfetto: tra l’ultimo sole di settembre e i primi venti d’ottobre. Frantoi che non aspettano: dalla pianta al liquore verde in poche ore sacre, perché l’eccellenza non tollera attese.
In ogni goccia: un attacco che morde il palato con aristocratica insolenza, un amaro che canta le note selvatiche della lava, un pungente che accende i sensi come un tramonto sull’Etna
Numeri che sono poesia: acidità quasi zero, bassissima resa (perché la qualità è avara con chi non sa aspettare) Non un semplice condimento, ma il vero chef della nostra cucina. “Il Maggiore” non si racconta. Si assaggia con reverenza.